| Verifica a tutto campo sugli enti non profit. È disponibile, infatti, il modello per comunicare all'agenzia delle Entrate i dati rilevanti a fini fiscali da parte degli enti associativi, per i controlli sui circoli privati previsti dall'articolo 30 del Dl 185/08. In sostanza, tutte le associazioni, politiche, sindacali, culturali, sportive, assistenziali, di promozione sociale, religiose, di formazione extra scolastica, sono tenute a inviare la comunicazione per provare di possedere i "requisiti qualificanti previsti dalla normativa tributaria" che danno diritto alle agevolazioni fiscali sulle imposte sul reddito e sull'Iva. Se l'amministrazione finanziaria verificherà la mancanza dei requisiti, le agevolazioni verranno meno. Obiettivo della disposizione, è quello di contrastare l'uso distorto della qualifica di associazione, di evitare, cioè, che dietro questa forma giuridica si nasconda un'attività commerciale. Gli enti potenzialmente interessati alla comunicazione all'agenzia potrebbero essere circa 200mila. |
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14 settembre 2009 La comunicazione deve essere inviata telematicamente (anche tramite intermediario abilitato) all'agenzia delle Entrate, per gli enti già costituiti il 29 novembre 2008, entro il 30 ottobre 2009. Per gli enti costituiti dopo il 29 novembre 2008, l'invio deve avvenire entro 60 giorni dalla data di costituzione (se questa scadenza cade prima del 30 ottobre 2009, l'invio resta fissato a quella data). Sono esclusi dall'invio della comunicazione le associazioni proloco, che hanno optato o optano per l'applicazione delle agevolazioni previste dalla legge 398/91, le associazioni dilettantistiche iscritte nel registro del Coni che non perseguono attività commerciale, nonché, tutte le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri regionali o delle province autonome, a patto che l'attività commerciale rispetti i requisiti di marginalità. I 38 quesiti posti dalle Entrate alle associazioni spaziano dalla frequenza delle raccolte fondi, ai proventi da sponsorizzazioni, dalle donazioni ai contributi pubblici ricevuti, dai prezzi di vendita al pubblico dei beni e dei servizi offerti, alla proprietà (o locazione) dei locali dell'associazione. Insomma, un ventaglio di informazioni sulla base delle quali saranno organizzati i controlli del Fisco. La relazione al Dl 185/08 stimava anche gli il maggior gettito fiscale della "stretta" sulle associazioni: 150 milioni nel 2009, 150 milioni nel 2010 e 300 milioni nel 2011. (da ilsole24ore.com) |
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