| Occupano 22 pagine di istruzioni del modello semplificato 730 che i contribuenti utilizzeranno quest'anno. Sono tutte racchiuse in un solo quadro (chiamato E), ma sparpagliate in 7 sezioni. Tra riduzioni di reddito (deduzioni) e sconti di imposta (detrazioni) sono circa un'ottantina le voci messe a disposizione delle persone fisiche per ridursi il prelievo Irpef. |
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15 gennaio 2010 Si tratta, come mostra il tabellone qui accanto, di una selva oscura in cui spesso faticano a muoversi gli stessi professionisti del settore. Occorre avere dimestichezza con franchigie, ricevute, bonifici bancari, familiari a carico e no, solo per citare alcuni dei mille vincoli imposti dagli attuali bonus del fisco. Persino cercare di contarle porta il rischio di commettere errori.
Ma lo stesso accade anche in fase di pagamento delle imposte e di dichiarazione, quando si ha diritto ad utilizzare tanto le detrazioni quanto gli oneri deducibili. Con la differenza, in questo secondo caso, che anche il semplice errore di indicazione in un rigo o un calcolo sbagliato per un limite non rispettato fanno scattare le sanzioni del fisco.
Ancor prima del confronto sulle aliquote e i nuovi scaglioni su cui far correre l'Irpef del futuro, i primi passi della riforma fiscale dovranno necessariamente orientarsi su una forte rivisitazione e soprattutto semplificazione di tutti gli sconti Irpef oggi esistenti. E infatti la stessa riforma del 2003 ipotizzata nella legge delega 80 proposta da Giulio Tremonti (già all'epoca ministro delle Finanze) nel prevedere il passaggio a sole due aliquote del 23 e 33% puntava tutto su una radicale rimodulazione delle detrazioni in funzione delle deduzioni. In sostanza: pochi sconti, ma buoni.
Oggi, ad esempio, le detrazioni per carichi di famiglia non riescono ad agire a pieno regime nei nuclei con redditi più bassi. Peraltro con grande difficoltà di applicazione. Al contrario, i contribuenti Irpef, dal punto di vista della quantità, possono contare su una variegata gamma di riduzioni. Ad esempio per le riduzioni d'imposta: ce ne sono ormai per un gran numero di spese, suddivise in oneri che danno riduzioni d'Irpef al 19, al 20, al 36 e al 55%, ognuna con sue regole e suoi limiti. Ci sono detrazioni per i cani guida (non più di 516,46 euro l'anno), così come quelle più recenti per l'attività fisica dei ragazzi da 5 a 18 anni (nel limite massimo di 210 euro) o quelle per gli abbonamenti al trasporto pubblico locale (non superiori a 250 euro, anche per familiari a carico). O ancora le detrazioni per spese veterinarie, per la quali va calcolata la franchigia – cioé la parte di spese che non viene rimborsata – nonché il limite di 387,34 euro l'anno.
Se si prova a dividere gli sconti erogati, anche nei limiti massimi concessi, i vantaggi per il contribuente sono pari a pochi spiccioli al giorno. La stessa cosa si potrebbe dire anche per alcuni oneri deducibili, ovvero i costi che riducono il reddito da tassare: si pensi ai contributi per colf e badanti, ormai presenze fisse in moltissime famiglie e a costi non certo ridotti; così come i contributi per la previdenza complementare. Inoltre non sono pochi gli sconti che il fisco concede, ma ancorati a valori datati e mai rivalutati nel corso degli anni. Dunque con un valore reale in termini di spese sostenute di fatto svalutato.
Solo recentemente, ad esempio, è stato modificato il limite massimo per gli interessi passivi pagati dai cittadini per l'acquisto dell'abitazione principale, elevandolo a 4.000 euro. Ma, molto più spesso, di legislatura in legislatura e di finanziaria in finanziaria, si è preferito introdurre un nuovo sconto piuttosto che adeguare un limite d'importo, per quanto datato.
Altro forte elemento di criticità, sottolineato più volte dallo stesso ministro Tremonti, è la difficoltà nell'utilizzare detrazioni e deduzioni. Per rimanere sugli interessi passivi per mutui o oneri contratti per l'abitazione principale se ne contano cinque. Occorre conoscere l'anno di stipula del contratto di mutuo o delle motivazioni per cui si è sottoscritto il finanziamento, che possono andare dall'acquisto alla manutenzione dell'immobile, fino anche alla sicurezza statica.
Un capitolo a parte, anche nelle stesse istruzioni al modello 730, meritano le spese sanitarie da distinguere tra quelle chirurgiche, specialistiche o per prestazioni di medicina generale. Senza dimenticare scontrini, codici fiscali da mostrare e tanto altro, come bonifici, comunicazioni di inizio lavori se si lascia il sentiero delle spese mediche e ci si addentra in quello delle detrazioni per mobili, frigoriferi (al 20%) o le tanto amate riduzioni Irpef per ristrutturazioni (36%) o il risparmio energetico (55%). (da ilsole24ore.com) |
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