| I servizi di media audiovisivi sono la nuova frontiera per le aziende editoriali. La progressiva, inarrestabile integrazione di televisione, home video, servizi video via Internet e via mobile, che di fatto rappresentano gli "Sma" introdotti nel 2007 da una direttiva dell'Unione Europea, porteranno il mercato dei media ad una rapida evoluzione e alla conquista di nuove frontiere. |
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3 marzo 2010 I numeri del settore sono stati raccolti da una ricerca di Dla-Piper ed e-Media, secondo la quale i ricavi degli editori audiovisivi raggiungeranno tra quattro anni un valore economico prossimo ai 10,3 miliardi di euro. Considerando il dato di partenza, gli 8,4 miliardi di euro di ricavi ottenuti nel corso del 2008, si tratta di una crescita annua del 3,5% che accompagnerà tutto il comparto almeno fino al 2014.
Secondo la ricerca, tra il 2002 ed il 2008, la Tv è stata la piattaforma che ha trainato maggiormente la crescita del mercato, con un tasso medio nei dodici mesi pari al 7,2%. Per gli audiovisivi via Internet e web (+92%) e per quelli del mobile (+51%) i tassi sono elevatissimi ma soltanto perché vanno considerati i dati di partenza prossimi allo zero, che spiegano la bruciante accelerazione.
Ma la tendenza è segnata: saranno proprio i contenuti proposti via web e via telefoni cellulari i veri protagonisti del mercato del prossimo quinquennio: per gli audiovisivi via web si stima un aumento dei ricavi pari al 65% annuo mentre quelli della parte mobile, pur restando a livelli notevoli, saranno "limitati" ad un più modesto più 18%.
In calo invece, i margini e gli spazi che il mercato riserverà all'home video, destinato quindi a contrarsi ulteriormente in futuro e a lasciare per strada ogni anno l'8% dei ricavi relativi alla vendita e al noleggio di supporti fisici.
La televisione vista "sul televisore" resterà, in ogni caso, la regina del mercato e degli introiti: il 94% dei ricavi nei prossimi 5 anni sarà frutto di intrattenimento e notizie viste direttamente dal monoscopio in via di estinzione o tv lcd e suoi eredi.
Ma anche all'interno del settore televisivo si assisterà ad una progressiva redistribuzione dei ricavi: si prevede, infatti, che gli introiti provenienti dal pagamento diretto da parte degli utenti, soprattutto nella parte relativa alla pay-tv, supereranno nei prossimi anni, quelli ottenuti dalle tradizionali inserzioni commerciali. (da repubblica.it) |
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