| Periodo denso di iniziative di discussione sul tema della responsabilità sociale d'impresa e dello sviluppo sostenibile. Tra queste a distanza di pochi giorni una dall'altra: il Sodalitas Day della Fondazione Sodalitas e il convegno nazionale di Centromarca a Milano, il convegno di Confcooperative a Cuneo, la presentazione di GreenBrand 2010 a Roma. |
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27 maggio 2010 Fondazione Sodalitas ha presentato i risultati della ricerca "Le prospettive della Responsabilità Sociale in Italia" durante il convegno "L'impegno delle imprese per un futuro sostenibile" organizzato in occasione dei suoi primi 15 anni di attività. La ricerca è stata realizzata da GFK Eurisko intervistando 46 tra presidenti e amministratori delegati di imprese che hanno intrapreso per prime il cammino della sostenibilità, e ha schematizzato le tendenze di sviluppo del fenomeno della Csr:
- La Sostenibilità diventerà sempre di più una scelta obbligata, l'unico modo per sopravvivere sul mercato ed essere competitivi. La filantropia cederà il posto alla sostenibilità come "nuovo paradigma" per fare impresa destinato a permeare e ridisegnare l'intero processo di business. - La crisi economica non solo non ha posto un freno alla sostenibilità ma anzi agirà come fattore di accelerazione del processo. La sostenibilità sarà un fattore competitivo che aiuterà le imprese ad uscire prima e meglio alla crisi per ricostruire su basi nuove il proprio modello competitivo. - La sostenibilità sarà redditizia e produrrà valore economico. Per alcuni nel medio e lungo periodo, per altri addirittura nel breve. Nonostante i ritorni, tutte le imprese sono comunque concordi nel definirla una priorità etica inderogabile ben prima che una necessità economica. - Gli intervistati concordano sul permanere di un ritardo italiano dovuto principalmente agli ostacoli culturali di una visione manageriale spesso schiacciata sui risultati a breve termine. - Dalla ricerca è emerso che in Italia si sta consolidando un gruppo di piccole e medie imprese particolarmente virtuoso, il quale sta ridisegnando i propri prodotti in chiave sostenibile. In futuro, queste imprese saranno sempre più orientate a costruire il loro modello di business su un naturale rapporto con il territorio e la comunità. - La sostenibilità riguarderà in modo prioritario due grandi temi: ambiente e lavoro. La responsabilità ambientale si orienterà principalmente verso risparmio energetico, fonti rinnovabili, riduzione degli sprechi, ricerca di prodotti a basso impatto ambientale, confezioni ridotte ed ecologiche. La responsabilità verso i dipendenti sarà indirizzata soprattutto a garanzia di salute e sicurezza sul posto di lavoro, sviluppo dell'occupabilità e gestione responsabile nei processi di ristrutturazione, pari opportunità e diversity management, investimento nella formazione per lo sviluppo professionale.
Centrali anche le attenzioni verso il mercato, con riferimento in particolare alla gestione sostenibile della catena di fornitura e alla trasparenza verso clienti e investitori, e verso la comunità, con cui l'impresa sarà sempre più interessata a co-progettare risposte efficaci ai bisogni sociali abbandonando un approccio di pura filantropia.
In base all'indagine "La Marca alla sfida dello sviluppo responsabile: tra obiettivi di crescita e istanze sociali", presentata da Centromarca nel corso dell'Assemblea annuale, "l'impegno delle grandi marche nel sociale è diventato un fondamentale criterio di selezione per i consumatori italiani, che al momento dell'acquisto, a parità di prezzo e qualità, nella quasi totalità dei casi scelgono prodotti di aziende socialmente impegnate (10% in più della media Ue). Inoltre, la buona reputazione di un marchio condiziona più del 60% delle scelte d'acquisto e l'impegno nelle buone cause è diventato ormai un fondamentale valore aggiunto per i consumatori, al punto che la responsabilità sociale è a tutti gli effetti parte integrante delle strategie di business di numerosi marchi".
Anche se gli effetti della crisi economica mondiale si fanno sentire, i consumatori chiedono sempre di più alle aziende, ai marchi e a se stessi un forte impegno nel sociale. Il sondaggio, che ha coinvolto 6mila persone in 10 Paesi, ha rivelato infatti che il 63% dei consumatori italiani, a parità di prezzo e qualità, sceglie marche che sono socialmente impegnate, valore nettamente superiore a quello medio nella UE, e che la buona reputazione di un marchio conta "sempre" e "quasi sempre" in oltre il 60% delle scelte d'acquisto.
Interessante anche la classifica dei temi di carattere sociale che coinvolgono personalmente gli italiani e che vede al primo posto la "protezione dell'ambiente" (84%), seguita dalla "comprensione e rispetto delle altre culture" (76%), mentre la "lotta contro la povertà" e quella contro "pandemie e malattie" si collocano invece agli ultimi gradini della graduatoria, diversamente dalla media UE.
"I risultati dello studio indicano che le marche continueranno a trarre vantaggio dall'impegno concreto nel campo sociale, non solo perché questo rende i clienti più fedeli e motivati, ma soprattutto perché, come dimostra la ricerca, la grande maggioranza degli intervistati consiglierebbe ad altri una marca impegnata in una buona causa", ha spiegato Luigi Bordoni, presidente di Centromarca, sottolineando come dall'indagine emerga chiaramente che due intervistati su tre si dichiarino disposti a passare a un altro brand di qualità analoga, se questo supporta una buona causa.
La responsabilità sociale è dunque sempre più parte integrante delle strategie di business di numerose marche, contribuisce ad aprire nuovi mercati e a migliorare fidelizzazione e reputazione presso i consumatori. Il maggior impegno è percepito infatti proprio dal mercato che ritiene nel 30% dei casi le marche "molto o abbastanza impegnate" e solo nel 9% dei casi "per niente".
"In Italia, la trasparenza e l'onestà sono giudicati i fattori più importanti persino più dell'offerta di prodotti o servizi di alta qualità - ha concluso il presidente di Centromarca - così come è considerato molto importante trattare bene i dipendenti e anche la partnership con le organizzazioni non profit aumenta la fiducia nella marca".
A Cuneo, presso il Salone della Provincia si è parlato di "Bene comune e Responsabilità sociale delle imprese" in un convegno organizzato da Confcooperative, ponendo l'accento della discussione sulle modalità di collaborazione fra Imprese e settore non profit. Tra gli argomenti affrontati durante il meeting cuneese:
- Il livello di conoscenza della Csr da parte delle piccole e medie imprese
- I meccanismi virtuosi attraverso cui all'interno delle organizzazioni si consolidano orientamenti socialmente connotati
- La Csr come strumento utile per la riqualificazione del territorio
- Lo spazio della Chiesa cattolica nel rapporto fra impresa, etica, società e territorio.
Tra i relatori: Stefano Zamagni, Agenzia per le Onlus - Università di Bologna; Leonardo Becchetti, Università di Roma Tor Vergata, EconomEtica, BeneComune.net; mons. Giuseppe Cavallotto, vescovo diocesi Cuneo; Ferruccio Dardanello, Camera di commercio di Cuneo, Unioncamere; Nicoletta Miroglio, Confindustria Cuneo; Marco Morganti, Banca Prossima; Ezio Falco, Fondazione Crc; Luciano Polazzo, I-Csr - Italian Center for Social Responsability; Alfredo Ferrante, direzione generale per l'inclusione e i diritti sociali e la responsabilità sociale delle imprese (Csr); Luigino Bruni, Movimento dei focolari ed economia di comunione; Elide Tisi, Federsolidarietà Piemonte.
Casi aziendali e buone pratiche di marchi e imprese impegnate nel promuovere politiche eco-compatibili sono stati infine presentati a Roma, presso la facoltà di Economia dell'Università Roma Tre e raccolti in un unico volume intitolato "Green Brand 2010". Per l'occasione, nel corso del convegno sono state illustrate le case history di Akzo Nobel, Aran Cucine, Barilla, Candy, Coca-Cola Hbc, Enel, Epson, Le Ville Plus, McDonald's, Philips, Regina, Simply Sma, Sanpellegrino, Vodafone, contenute all'interno del libro. Le varie aziende che hanno preso parte alla tavola rotonda hanno illustrato le proprie strategie ambientali, attraverso diverse case histories e sottolineato l'importanza dell'innovazione nel segno della sostenibilità. ( da repubblica.it) |
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